15 minutes of fame!

GRAZIA.IT: Blogger we want you!

La vita di un blogger è fatta essenzialmente di due momenti. Ci sono i momenti YEAH! Quei giorni in cui ti senti un vulcano in eruzione, scrivi articoli, pubblichi post, commenti, aggiorni i social…. Ti senti una macchina da guerra! E sei lì che controlli i likes e ti entusiasmi per ogni commento e poi …. ci sono i giorni che non è proprio così; ci sono i momenti NOT!

Sono quei giorni dove sei a caccia d’ispirazione, non ti senti molto motivato, il tuo ultimo articolo, che credevi già candidato al premio blogger dell’anno, non se l’è filato nessuno. Sei demoralizzato… perché diciamocelo, tanto siamo tra di noi, ad un blogger interessa essere notato, un blogger vuole che quello che ha da dire arrivi al maggior numero di persone possibile, il blogger vuole essere letto e ritwittato! A noi interessa interessare!
Giorni fa, in un giorno NOT, girovagando per il web a caccia d’ispirazione, scorro la mia lista dei preferiti e  arrivo su Grazia.it, come sempre nella sezione lifestyle la mia attenzione viene catturata. E tra un articolo sulle ultime tendenze [… pare che si porterà il giallo, bene, mi piace come colore. Giallo…frutta gialla. Giallo… cibo giallo. Voglio scrivere un articolo sui colori e il cibo… Lista dei ristoranti stellati a Milano da provare, interessante, appena ci ripasso ci faccio un pensierino… le stelle, come si diventa stellati?…. Ci faccio un articolo] Leggo:

_ Sei un blogger? Scrivere è la tua passione più grande? Questo è il momento giusto per farsi notare! Grazia.it ti sta cercando, fatti avanti!_

… COME SCUSA??!! …
E bene sì… Grazia da l’opportunità a un blogger di entrare a far parte della sua famiglia, e chiede a noi semplicemente di provarci.
Come avrei mai potuto rifiutare un invito così? Che ti arriva in uno di quei giorni NOT! Che ti riaccende quella scintilla che qualche mese fa ti ha fatto decidere di mettere online e condividere il tuo diario personale.
Un’opportunità, vi sembra roba da poco?
E quindi eccomi qua, oggi, a cercare di raccontare perché sarei un perfetto IT blogger:
Mi prendo una pausa, giro per casa, mi faccio un caffè, e penso all’incipit giusto…. Alzo lo sguardo ed eccolo là, attaccato al muro della mia cucina [ ma certo… per cos’altro se no?]
Da sempre ho una passione per la Pop Art, adoro Warhol, e questa estate finalmente sono riuscita ad andare al MoMA  per perdermi tra le sue opere più famose. Un’artista, Andy Warhol, un personaggio visionario, così influente che una sua frase simbolica è stata incisa sulle mura del MoMA nel 1970 , in seguito poi stampata su magliette, tazze e poster [sapevo che quel poster mi sarebbe tornato utile…ottimo acquisto e poi si intona perfettamente alle pareti]

“In the future, everyone will be world-famous for 15 minutes.”

NEWYORK_gusciduovoQuesta frase negli anni ha fatto molto discutere, e chi come me viene dal mondo della comunicazione, spesso si è trovato ad analizzarne e verificare  innumerevoli significati, versioni e paternità rivendicate.
Non stiamo qui ad interrogarci se sia giusto o sbagliato, non è questo  il contesto adatto, ma sicuramente possiamo definirla una frase profetica.
Nessuno apre un blog, scrive post e confessa sui social i suoi più intimi segreti se non è alla ricerca di quel famoso quarto d’ora di notorietà!
Che si voglia essere famoso per 15 minuti o per 15 persone poco cambia. Siamo qui perché crediamo che quello che abbiamo da dire sia degno di notorietà per qualcuno!
Il mondo social ce l’ha insegnato; si può parlare di qualsiasi cosa, mostrare qualsiasi cosa,  pubblicare la stessa cosa nello stesso momento e non avere lo stesso riscontro.
La differenza sta nel COME e nel QUANTO gli altri credono in te!
Prima di aprire il mio Blog quante volte mi sono detta… dai, l’ennesimo food blog!
Però poi ho capito che per me il cibo è un mezzo per comunicare, attraverso una ricetta e una foto si possono raccontare mille emozioni.
Warhol ha dedicato buona parte della sua opera alla ricerca e alla rappresentazione del cibo e dei suoi oggetti e con questo è riuscito a raccontare e diventare simbolo di un’epoca.
Ha rappresentato non soltanto le infinite varianti della zuppa Campbell, fast food e cibo consolatorio, ma prosciutti interi, pomodori traslucidi, la spettacolare banana che campeggia sulla copertina dell’album Velvet Underground e le bottiglie di Coca Cola trasformate in oggetti d’argento, che ci raccontano ‘come siamo’  e ‘come eravamo’.
Ma Warhol non è stato certo il primo a utilizzare il cibo come mezzo di comunicazione: dagli affreschi di Pompei a Caravaggio, da De Chirico a Cezanne, da Velasques a Monet….

E poi ci siamo noi, non vantiamo certo lo stesso potenziale geniale .. ma cerchiamo di comunicare con i mezzi che abbiamo.
Quindi…L’ennesimo food blog? Sì, perché la cultura del cibo rappresenta anche la cultura di un popolo… e abbiamo ancora tanto da raccontarci.

Se vi va di regalarmi i miei 15 minutes of fame! votatemi, io sono  qui!

badgebadge (1)

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ger.grazia.it/images/blogger/js/badge.js?blid=1970

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. vitaincasa ha detto:

    Ti ho appena votata! In bocca al lupo! Ma non si rischia di perdere autonomia partecipando a queste cose?

    Liked by 1 persona

  2. Gusciduovo ha detto:

    Grazie mille per il voto :*.
    Non credo sai… io la vedo come una possibilità per arrivare a più persone. con la consapevolezza che ‘uno su mille ce la fa…” 😀

    Mi piace

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